Da bambino scendevo da casa tutto contento. Era domenica poco dopo pranzo e si suoleva fare una passeggiata nel parco. A quei tempi abitavamo in una della zone piú borghesi della cittá. La finestra della nostra abitazione s’affaciava sul golfo e anche se non facevamo parte in tutti i sensi della classe priviligiata eravamo felici e sereni. Una famiglia come tante altre, con una mamma un papá ed una sorellina. Ero sul ciglio della porta quando mi ricordai di aver dimenticato qualcosa.
“Dai su andiamo!” fece mio padre. “Aspetta, solo un attimo mi sono dimenticato di …” risposi correndo dinuovo verso la mia camera. Trovai subito cosa cercavo: un agenda. Una di quelle con la copertina nera, pelle facsimile decorata a mo di coccodrillo. Quello era il mio tesoro, il mio oggetto piú prezioso.
Allora non mi rendevo conto, ma gl’altri si divertivano a vedere un fanciullo con la giacca e i calzoncini corti dello stesso colore che camminava affianco alla sua sorellina con occhi attenti e pieni di premura per la piccola. Sotto il braccio c’era sempre quella agenda che percorreva con me anche tratti veloci cercando di non perdere d’occhio la mia dolce sorella.
Quell’agenda venne sostituita ogni anno, per decenni, fino a ritrovarsi ancor oggi poggiata lí, piena di polvere, sullo scaffale del mio letto. Solo oggi ritorno a considerare quella buffa mania come il vero modo con cui volevo dimostrare a mio Padre l’ammirazione per il suo lavoro. Lui faceva il Segretario, uno di quelli senza superiori ma che avevano una grande responsabilità organizzativa ed esecutiva.
Se mia madre l’avesse amato veramente sarebbe riuscito a fare una carriera ancor più dignitosa ed onorabile di quella che ha fatto. Il destino come per tante famiglie nel mondo non aveva in serbo niente di buono per noi. Da quella domenica sono trascorsi 44 anni ma quell’affetto e quel breve periodo di serenità mi é rimasto prezioso ancor’oggi.
Nella vita si crede sempre che ci sia una volontà superiore che decide sul nostro destino, perquanto sia la piú semplice e popolare delle spiegazioni che usiamo per giustificare le nostre depressioni e frustrazioni, non é assolutamente vero.
Per poter scindere il razionale dal sentimento, ci vogliono sempre molti decenni e anche la capacità, come il coraggio di voler e sapersi guardarsi in quello specchio che s’eregge nel piú intimo andito della nostra coscienza e che riflette le immaggini e gli eventi per quello che sono stati, senza mai contorcerli.
É sempre e solo la nostra mente a trovare inflessioni, scenografie e drammaturgie per avvolgere quelle verità, in uno soggetto teatrale chiamato ‘La nostra personalità‘. Nel rischio di sembrare meno di quello che volevo sempre essere, ammetto di essere stato molte volte nella mia vita il protagonista di sceneggiate all’europea.
Si, all’europea, proprio perchè non esiste solo la sceneggiata Napoletana o altre, che ora mi sfuggono per ignoranza, ma esistono per ogni gruppo distinto, nelle diverse dimensioni di classificazione sociale, culturale ed etnica, modi e arti di sceneggiare.
È proprio questa immensa e diffusa capacità che fa della nostra civiltà una così tanto grottesca e immorale associazione di individui. In questo periodo del duemila e passa, in cui mi diletto a scrivere cio che mi passa per la mente, vedo all’orizzonte quello che pochi hanno il coraggio di definire e ammonire.
Passeranno ancora parecchi decenni prima che queste visioni si formeranno nella realtà in situazioni disastrose, come si sono sempre riformate quando una civiltà s’avvicinava al suo declino. Oggi, forse più per ottimismo personale, m’ azzardo a vedere con speranaza e gratitudine che chiunque é ingrado di far sapere al mondo quello che pensa attraverso internet.
Sono certo consapevole che queste e tante altre parole, non saranno utili ne ascoltate nel prossimo avvenire, ma se questi pensieri riusciranno a conservarsi come quelli di quei grandi autori, filosofi e storici del passato, potranno servire assieme a tante altre per valutare meglio alcuni passaggi decisivi della vita di un individuo, di una famiglia, di uno stato, di una chiesa, di un paese e di un popolo.
In quelle pagine bianche di quell’agenda avrei desiderato che ci fossero conservate tutte quelle cose che tante volte sono riuscito a riportare su carta, come poesie, racconti e addrittura un paio di scenografie melodrammatiche e m’avessero aiutato a capire e agire prima.
Purtroppo sono andate perdute, a colpa della mia condotta da ribelle passivo e vagabondo incallito. Con la mia mente sono riuscito a toccare cime che pochi hanno il coraggio di ammettere e solo alcuni sono veramente in grado di realizzare.
Se per un attimo osserviamo il nostro cielo stellato ci possiamo rendere conto di quante personalità preziose ci sono al mondo ma a quanta solitudine e distanza sono soggette.
Ogni stella riesce a brillare ma il suo calore s’é disperso e non é stato mai raccolto da nessuno. Nessuno era veramente vicino a raccimolare quei residui di charisma e di integrità e di raccoglierli per incrementarli e ritrasmetterli ai prossimi.
WJZvG